Dagherrotipo

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La scoperta del dagherrotipo, del francese Louis Jacques Mandé Daguerre (1787–1851), il cui nome deriva direttamente da quello del suo scopritore, viene annunciata dallo scienziato François Jean Dominique Arago all'Académie des Sciences a Parigi, il 7 gennaio 1839; si tratta di immagini uniche prese direttamente dal mondo reale attraverso la "camera oscura" e fissate su una lastra di rame argentata lucidata a specchio.

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Artista affermato grazie al "Diorama", spettacolo teatrale con scenografie disegnate per mezzo della camera oscura e dipinte su fondali mobili, che suscitavano grande meraviglia, Daguerre entrò in contatto con Nicéphore Niépce (1765 - 1833) su suggerimento dell'ottico Charles Chevalier fornitore di entrambi.

Da alcuni anni Niépce infatti, inventore e ricercatore come il fratello Claude, si interessa di luce e camera oscura, principalmente per automatizzare il procedimento litografico, e nel 1826 ottiene finalmente una immagine che riesce a fissare su una lastra di peltro che chiamerà eliografia.

Nel dicembre del 1829, Niépce e Daguerre si associano per perfezionare le scoperte di Niépce e "trarre tutti i vantaggi possibili da questo nuovo genere di industria” e continuano a collaborare fino al 1833, quando Niépce muore; il socio prosegue da solo gli esperimenti e fra il 1835 e il 1837 riesce a mettere a punto il procedimento di produzione di una immagine che chiamerà appunto dagherrotipo.

Il 19 agosto 1839, di fronte alle Accademie delle Scienze e delle Belle Arti di Francia riunite in seduta comune, Daguerre, sostenuto da Arago, dimostra in dettaglio il suo procedimento, riscuotendo grande plauso e immediato successo, coronato, grazie all’interessamento dello stesso Arago, di grande risonanza anche internazionale e da un generoso sostegno finanziario statale.

Il Governo francese infatti, in cambio di un vitalizio a Daguerre e al figlio di Nièpce, Isidore, ne acquisterà i diritti per poterlo diffondere gratuitamente. Daguerre, su indicazione governativa, pubblicherà anche un opuscolo di istruzioni Historique et Description des Procedes du Daguerreotype et du Diorama (che andrà a ruba e in pochi mesi verrà ristampato decine di volte con nuove edizioni e traduzioni) e, attraverso il cognato Alphonse Giroux, commercializzerà l’attrezzatura completa per ottenere dagherrotipi (leggi l’opuscolo).

Il dagherrotipo, affascinante oggetto positivo/negativo a seconda dell'angolazine della luce che lo colpisce, contribuì alla diffusione della moda dei ritratti, sicuramente l’aspetto per il quale fu più conosciuto  e apprezzato, ma, benché immediatamente noto in tutto il mondo, proprio a causa del suo pregio/difetto di “unicità”, non ebbe tuttavia una lunga durata e la fotografia si sviluppò sulla strada tracciata da Talbot della produzione di copie a stampa tratte da un negativo.

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